Come scegliere un diamante

Come scegliere un diamante

Guida all'acquisto

Acquistare un diamante è un gesto importante. Che si tratti di un anello di fidanzamento, di un regalo speciale o di un investimento personale, è fondamentale conoscere i criteri su cui si basa il valore di una pietra.

Le 4C del diamante — cosa sono e come usarle

I pilastri fondamentali nella scelta di un diamante sono quattro caratteristiche universali — conosciute come le 4C — che determinano insieme il valore e la bellezza di ogni pietra.

C
Carati

Il peso della pietra. Non equivale alle dimensioni, ma incide enormemente sul prezzo.

C
Colore

La scala va dalla D (incolore) alla Z. I diamanti bianchi sono tra D e H.

C
Purezza

La presenza di inclusioni interne. Dal grado IF fino a I3.

C
Taglio

La qualità della lavorazione — è ciò che determina la brillantezza della pietra.

Carati — peso e valore

Il carato misura il peso del diamante. Un carato corrisponde a 0,20 grammi. Tuttavia, due diamanti con lo stesso peso possono avere valori molto diversi, a seconda delle altre caratteristiche.

Il costo del diamante non cresce in maniera proporzionale con il peso. All'aumentare della caratura il prezzo cresce in modo esponenziale.

Schema carati diamante — peso e valore
Il mio consiglio

Un diamante da 1 ct non costa il doppio rispetto a uno da 0,50 ct con le stesse caratteristiche, ma ben 5 volte di più. Valuta se scendere leggermente di carato per guadagnare in colore o purezza.

Colore — dalla D alla Z

I diamanti sono classificati su una scala dalla D (incolore) alla Z (con tonalità gialle o brune). Si considerano "bianchi" quelli dalla D alla H.

  • D – F Incolori. I più pregiati e rari.
  • G – H Quasi incolori. Ottimo rapporto qualità/prezzo.
  • I – J Leggera traccia di colore, visibile su montature bianche.
  • K – Z Colorazione gialla progressivamente più visibile.
Scala colore diamante da D a Z
Il mio consiglio

Per una pietra bianca e luminosa senza spendere cifre altissime, scegli tra E e G. Se monti su oro giallo o rosa, puoi valutare anche I, J o K senza penalizzare l'estetica.

Purezza — dalla IF alla I3

La purezza indica la presenza di inclusioni, ovvero piccole imperfezioni interne visibili con il lentino a 10 ingrandimenti o, nei gradi più bassi, anche a occhio nudo.

  • IF Internamente perfetto. Nessuna inclusione.
  • VVS1–VVS2 Inclusioni microscopiche, visibili solo con lente dal padiglione.
  • VS1–VS2 Inclusioni piccole, individuabili con lente. Invisibili a occhio nudo.
  • SI1–SI2 Inclusioni visibili con lente, ma non a occhio nudo.
  • I1–I3 Inclusioni visibili a occhio nudo. Sconsigliati per gioielleria fine.
Scala purezza diamante da IF a I3
Il mio consiglio

Il miglior rapporto qualità/prezzo si trova nei diamanti VS1 e VS2: inclusioni invisibili a occhio nudo, prezzo più accessibile rispetto alle categorie superiori.

Taglio — il segreto della brillantezza

Il taglio è ciò che rende un diamante brillante. Non va confuso con la forma (rotondo, ovale, princess…), ma riguarda la qualità con cui la pietra è stata lavorata.

Le tre caratteristiche che definiscono il taglio sono: Cut (precisione, solo per i tondi), Polish (qualità della lucidatura) e Symmetry (uniformità delle proporzioni).

  • Excellent Il massimo. Riflessione della luce ottimale.
  • Very Good Ottime proporzioni. Differenza minima da Excellent.
  • Good Accettabile. Leggera perdita di brillantezza.
  • Fair / Poor Sconsigliati per gioielleria fine.
Qualità del taglio del diamante
Il mio consiglio

Scegli pietre con valutazioni Excellent o Very Good almeno per Politura e Simmetria. Per i diamanti tondi, assicurati che anche la voce "Cut" sia Excellent o Very Good.

La quinta C — la fluorescenza

A volte la fluorescenza viene chiamata la "Quinta C". È una caratteristica meno importante rispetto alle 4C, ma che va presa in considerazione.

La fluorescenza è la caratteristica che hanno alcuni diamanti di emettere una luce blu quando sono colpiti da luce UV.

Fluorescenza del diamante sotto luce UV
Il mio consiglio

Scegli None o Faint per diamanti D, E o F. Per colori G-H puoi arrivare a Medium. Sotto H, una fluorescenza Strong migliora persino il colore apparente della pietra.

Le certificazioni: GIA, IGI, HRD

Ogni diamante dovrebbe essere accompagnato da un certificato gemmologico rilasciato da un laboratorio indipendente. Il certificato è la garanzia oggettiva delle caratteristiche della pietra.

Certificazione GIA — Gemological Institute of America Gemological Institute of America
Certificazione IGI — International Gemological Institute International Gemological Institute
Certificazione HRD Antwerp HRD Antwerp — Belgio

Nel sito troverai esclusivamente diamanti certificati da laboratori affidabili, con certificati consultabili in anteprima prima dell'acquisto.

Quanto costa un diamante? Come orientarsi sul budget

Quando si parla di diamanti, il prezzo può variare enormemente: da poche centinaia di euro fino a decine di migliaia. Questo perché ogni diamante è unico e il suo valore dipende da una combinazione di fattori come caratura, colore, purezza e qualità del taglio.

Per orientarsi, può essere utile ragionare per fasce di prezzo:

  • 1.000 – 2.000 € → diamanti di piccole dimensioni, fino a 0,70 ct, o più grandi ma con caratteristiche più commerciali, ideali per chi cerca una soluzione accessibile ma certificata
  • 2.000 – 5.000 € → fascia molto interessante, con pietre ben bilanciate tra dimensione e qualità visiva. In questa fascia di prezzo di trovano bei diamanti da oltre 1 carato
  • oltre i 5.000 € → si entra nel mondo dei diamanti più importanti, dove aumentano caratura, purezza e rarità
Guida al budget per l'acquisto di un diamante
Il mio consiglio

e devo darti un consiglio sincero, è questo: non partire dal budget, ma dall’obiettivo.

Capita spesso che chi cerca un diamante arrivi con un numero in testa (“voglio spendere 3.000€” oppure “non voglio superare i 5.000€”).
È comprensibile, ma non è il modo migliore per scegliere.

La domanda giusta è: che effetto vuoi ottenere?

C’è chi vuole una pietra grande e d’impatto, chi invece cerca brillantezza e pulizia assoluta, chi punta su un equilibrio tra estetica e valore nel tempo.

Se per te conta di più la dimensione, si può lavorare sulla caratura sacrificando qualcosa su colore o purezza.
Se invece vuoi una pietra molto luminosa e raffinata, conviene investire sulla qualità e magari ridurre leggermente il peso.

Nel tempo ho visto tante persone fare ottimi acquisti non perché hanno speso di più, ma perché hanno trovato il giusto equilibrio.

Se hai un dubbio, scrivimi. Meglio fare una scelta consapevole oggi che pentirsene domani.

Domande frequenti

I carati misurano il peso, non le dimensioni visibili. Un diamante da 1 carato tondo misura circa 6,4 mm di diametro, ma due diamanti dello stesso peso possono avere dimensioni diverse a seconda del taglio e delle proporzioni.

Per un anello con montatura in oro bianco o platino, scegli tra D e G per una pietra visibilmente bianca. Se la montatura è in oro giallo o rosa, puoi scendere fino a I o J senza che il colore risulti evidente.

Dipende dalla posizione delle inclusioni. Un SI1 ben selezionato può avere le inclusioni in una zona non visibile nella montatura. In questo caso è una scelta intelligente perché permette di risparmiare senza rinunciare alla bellezza visiva.

Sì, se il diamante è certificato da GIA, IGI o HRD e il certificato è consultabile prima dell'acquisto. La certificazione garantisce oggettivamente le caratteristiche della pietra, indipendentemente da chi la vende.

Chimicamente sono identici — entrambi sono carbonio cristallizzato. La differenza è l'origine: il diamante naturale si forma nel sottosuolo in milioni di anni, quello lab-grown viene creato in laboratorio in settimane. Il prezzo del lab-grown è sensibilmente più basso, ma il valore di rivendita è diverso.

 

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